Omeopatia

Estratti del libro: Omeopatia: La Medicina Naturale Per Guarire Ogni Disturbo Malattia Malessere del Dott. Giorgio Di Mola, Milano: DVE ITALIA S.P.A., 2000.

Introduzione

Proporre un metodo di cura in alternativa alle medicina ufficiale desta nel pubblico una istintiva reazione di scetticismo, perplessità e anche di curiosità. Da anni, come medico tradizionale ‘convertito’ anche a sistemi di cura non allineati con la medicine ufficiale, devo combattere una piccola battaglia contro posizioni difficili da smuovere dovute a un atteggiamento di negazione, più o meno totale, o di non volontà a comprendere.

Sin da bambini siamo stati abituati a vedere il medico e la medicina sotto questo aspetto: une persona ci pone alcune domande sui sintomi del malessere che ci affligge, scruta, tocca, ausculta e poi esprime un parere (la diagnosi) sul nostro stato di salute. Quindi, estratto un blocchetto di fogli, compila una prescrizione (la terapia) indicando i farmaci che dobbiamo prendere. Tali farmaci (le medicine) sono generalmente composti da più prodotti chimici, sono riconoscibili spesso per il gusto, il diverso colore e per le confezioni; un foglietto all’interno ne spiega l’uso (‘salvo diversa prescrizione medica’), dà alcune avvertenze di carattere generale e particolare sulla più o meno grave tossicità del prodotto (per dosi inappropriate o in caso di gravidanza o per i bambini).

La maggior parte di noi ha, come persona malata, subìto un cammino per un certo tratto comune, che viene ricordato per questo rapporto con il medico, le medicine, i malesseri propri della malattia e quelli che si aggiungevano per un uso prolungato del o dei farmaci, inevitabilmente tossici per un organismo provato.

Da queste semplici considerazioni possono già essere ricavati dei buoni motivi per approdare a sistemi di cura alternativi: individualizzare la propria malattia e ‘personalizzarla,’ per esempio, oppure liberarsi dalla schiavitù dei prodotti medicinali prima o poi dannosi per l’organismo. Se poi aggiungiamo la promessa, che quasi tutte le medicine cosiddette alternative mantengono, di usare sistemi di cura ‘naturali,’ cioè in armonia con l’ambiente nel quale l’uomo vive, si capisce il motivo del crescente successo che, a ondate, investe il mercato della salute, con pratiche non tradizionali. Oggi più che mai l’uomo ha bisogno di sentirsi in sintonia con l’universo che lo circonda. La sua intenzione è che lo stato di salute rappresenti un momento di totale armonia con la natura e la malattia, al contrario, uno squilibrio di energie, di forze non in accordo.

Come si spiegherebbero altrimenti le varie manifestazioni stagionali, allergiche e non (influenze, pollinosi, asma, ecc.); i malesseri periodici come ulcere, cefalee, coliche, palpitazioni; i disturbi legati alle varie condizioni atmosferiche (caldo, secco, vento, umido, ecc.)? E perché poi non tutti sono colpiti dagli stessi disturbi nelle medesime circostanze?

Sembra che attualmente la medicina (quella ufficiale) non abbia più tempo per prendere in considerazione le dinamiche ambientali, naturali, atmosferiche, climatiche, che possono condizionare la salute e, pur riconoscendone l’esistenza, non le tratta come eventi da rispettare (vista la loro ineluttabilità), ma le combatte con strumenti che anziché armonizzare le diverse energie in gioco le mettono in un tale contrasto da farne necessariamente soccombere qualcuna.

L’organismo vince spesso questa battaglia, ma a che prezzo e dopo quali traumi! Basti pensare alla quantità, e qualità, delle sostanze che l’organismo malato è costretto a ricevere, trasformare ed eliminare sintanto che il disturbo non è debellato; per non parlare di tecniche più invasive e lesive, alle quali il medico tradizionale è spesso costretto a ricorrere (irradiazioni, ultrasuoni, interventi chirurgici, ecc.).

Sembra quasi che ci si sia dimenticati del vero scopo della medicina, che è quello di mantenere lo stato di salute, prevedendo e prevenendo lo sviluppo de la malattia. È infatti oramai quasi una regola osservare un rapporto della medicina nei confronti della manifestazione morbosa di tipo attendeistico e quindi antitetico: aspetto che la malattia arrivi per combatterla con tutte le risorse di cui posso essere fornito.

È così che nasce la medicina ‘anti’ o, se preferite, ‘contro’ la malattia, quella medicina nota a tutti, che cura il malessere attraverso sostanze che in qualche modo contrastino il malessere stesso (vedi: antinevralgici, antinfluenzali, antinausea, antiansia, ecc.) senza considerare la vera origine del disturbo, permettendo quindi allo stesso disturbo di manifestarsi ancora e con caratteristiche sempre più gravi e complesse. È così che nasce una certa mancanza di fiducia nella medicina ufficiale, alla quale non vanno tuttavia disconosciuti i grandissimi vantaggi arrecati dalla ricerca scientifica, dal progresso delle tecnologie e dall’approfondimento diagnostico; una medicina che troppo spesso va oltre, quasi senza vederlo, l’obiettivo che si prefigge, non importa che questo avvenga magari proprio per eccesso di zelo.

Ognuno di noi penso abbia vissuto attraverso l’esperienza di persone più o meno vicine l’assurdo viaggio attraverso innumerevoli esami, prove indagine e costosissime, terapie e ripetuti ricoveri. Gli ospedali sono colmi di questi pazienti la cui unica grave malattia è quella di essere entrati in una pericolosa spirale di esami, diagnosi, cure fallite, nuovi esami, ecc. Gli ospedali sono anche colmi di pazienti affetti da malattie ‘iatrogene,’ procurate cioè dallo stesso medico, a cause dell’atteggiamento mentale di cui abbiamo detto o con un uso inappropriato dei farmaci. Sono malattie sibilline, lunghe e difficili da trattare. Un esempio di malattia iatrogena oggi particolarmente diffusa sono la gastrite o l’ulcera provocate dall’uso di antinfiammatori.

Dobbiamo allora ripudiare questa medicina che non ci guarisce o che addirittura ci fa ammalare? Assolutamente no. Ogni sistema di cura ha i suoi limiti e le sue ‘magagne’ e non bisogna mai dare completa fiducia a chi ci propone un metodo come l’unico valido e sicuro, affermando che tutto il resto è spazzatura. È comunque doveroso (oltre che diritto di tutti) sapere che la salute può essere mantenuta con indicazioni diverse da quelle che siamo abituati a seguire e che la malattia può essere controllata e guarita con terapie che la medicina ufficiale non ci mette a disposizione. D’altronde come può il povero paziente orientarsi nel labirinto sempre più intricato dei metodi alternativi proposti per la conquista del proprio benessere?

Ecco allora lo scopo di questo volume, che è quello di presentare e insegnare a usare unto di questo metodi: l’Omeopatia. Il motivo di questa scelta, che spero risulterà evidente nell corso dell’opera, risiede nelle ottime risposte che i princìpi omeopatici forniscono alle esigenze di cura, di medicazione preventiva, di guarigione non traumatizzante e di assenza di tossicità. Al lettore si chiede di spogliarsi per un attimo dei propri giustificatissimi pregiudizi e sacrosanti scetticismi, per considerare, attraverso le parole di un medico ‘ufficiale,’ la validità e l’attualità della medicine omeopatica.

Riferimenti

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1 réflexion sur « Omeopatia »

  1. Introduction

    Proposer une méthode de traitement comme alternative à la médecine traditionnelle suscite une réaction instinctive de scepticisme dans le public, de la perplexité et même de la curiosité. Pendant des années, en tant que médecin traditionnel «converti» également dans les systèmes de soins non alignés avec la médecine officielle, je dois me livrer une petite bataille contre des positions difficiles à changer en raison d’une attitude de déni, plus ou moins totale, ou bien l’absence de volonté de comprendre.

    Dès l’enfance, nous sommes habitués à voir le médecin et la médecine sous cet angle: quelqu’un nous pose quelques questions sur les symptômes du malaise qui nous afflige, scrute, touche, ausculte, et puis émet un avis (diagnostic) sur notre santé . Ensuite, il sort un bloc-notes et remplit une ordonnance (traitement), indiquant les médicaments que nous devons prendre. De tels pharmaceutiques (médicaments) sont généralement composés de plusieurs produits chimiques, souvent reconnaissables au goût, à leur différentes couleurs et leur l’emballage; un morceau de papier à l’intérieur explique l’utilisation ( «sauf disposition contraire»), donne une mise en garde générale, la toxicité plus ou moins grave du produit (pour les doses inappropriées ou si vous êtes enceinte ou concernant les enfants).

    La plupart d’entre nous, comme personne malade, ont subi un chemin de caractéristique commune, qui est souvenu à cette relation avec le médecin, les médicaments, les symptômes propres de la maladie et ceux qui ont été ajoutés pour une utilisation prolongée des médicaments, inévitablement toxiques pour un organisme déjà éprouvé.

    A partir de ces considérations simples peuvent déjà être obtenus de bonnes raisons d’en arriver à des systèmes de guérison alternatives: individualiser leur maladie, et «personnaliser», par exemple, ou libre de l’esclavage des médicaments éventuellement nocifs pour le corps. Si l’on ajoute la promesse que presque tous les soi-disant médecines alternatives restent, à utiliser les soins «systèmes naturels», qui est, en harmonie avec l’environnement dans lequel vit l’homme, vous comprendrez la raison du succès croissant qu’ investit le marché de la santé aux pratiques non traditionnelles. Aujourd’hui plus que jamais, l’homme a besoin de se sentir en harmonie avec l’univers autour de lui. Son intention est que l’état de santé représente un moment d’harmonie totale avec la nature et la maladie, au contraire, un déséquilibre de l’énergie, des forces non pas en accord.

    Sinon, comment peut-on expliquer les divers événements saisonniers, de nature allergique (grippes, rhume des foins, asthme, etc.) ou non; ou bien les maux périodiques tels que les ulcères, les maux de tête, des coliques, des palpitations; et autre les troubles liés à diverses conditions météorologiques (chaud et sec, le vent, l’humidité, etc.)? Et pourquoi ne pas tout le monde est affecté par les perturbations dans les mêmes circonstances?

    Il semble qu’actuellement, la médecine (officielle) n’a plus de temps pour examiner les dynamiques environnementales, naturelles, la météo, le climat, qui peuvent affecter la santé et, tout en reconnaissant l’existence, et ne les traite pas comme des événements à observer (compte tenu de la leur caractère inévitable), mais les combat avec des machines au lieu d’harmoniser les différentes énergies mises en jeu dans un tel contraste qu’il devient nécessairement un défait pour quelques-uns.

    Le corps gagne souvent cette bataille, mais à quel prix et après quel traumatisme! Il suffit de penser à la quantité et la qualité des substances que l’organisme malade est forcé de recevoir, de transformer et d’éliminer avant que la maladie soit vaincue; pour ne pas parler des techniques plus invasives et nuisibles, auquel le médecin traditionnel est souvent contraint de recourir (traitements de radiation, interventions ultrasoniques ou chirurgicales, etc.).

    Il semble qu’on a oublié le but réel de la médecine, qui est de maintenir l’état de santé, et d’anticiper et de prévenir le développement de la maladie. Il est en fait maintenant presque une règle d’observer un rapport médical à l’égard de la manifestation morbide qui est le défaut de prévention, et ce que démontre une attitude antithétique: attendre l’arrivée de la maladie pour la combattre avec toutes les ressources à disposition.

    C’est ainsi que fut né le médicament «anti» ou, si vous préférez, «contre» la maladie, le médicament bien connu, qui guérit la maladie grâce à des substances qui neutralisent en quelque sorte le malaise lui-même (voir: analgésique, anti-grippe, anti-nausées, anti-anxiété , etc.) sans tenir compte de la véritable origine de la maladie, permettant ainsi que la perturbance se manifesté à nouveau et avec des fonctionnalités de plus en plus graves et complexes. Ceci est la cause d’un certain manque de confiance dans l’établissement médical, sans désavouer les avantages considérables apportés par la recherche scientifique, le progrès technologique et l’approfondissement du diagnostic; un médicament qui va trop souvent au-delà, presque sans le voir, l’objectif poursuivi, il n’est pas d’importance que ce qui se passe soit peut-être juste un excès de zèle.
    Je pense que chacun de nous a eu l’expérience des gens qui étaient plus ou moins proches du voyage absurde à travers d’innombrables examens, des enquêtes et des tests coûteux, des traitements et des hospitalisations répétées. Les hôpitaux sont pleins de ces patients dont la seule maladie grave est d’avoir été entré dans une spirale dangereuse des examens, du diagnostic, des traitements échoués, de nouveaux tests, etc. Les hôpitaux sont pleins de patients souffrant de maladies iatrogènes qui sont procurées par le même médecin, à cause de l’attitude mentale que nous avons décrit ou de l’utilisation inappropriée des médicaments. Ce sont des maladies énigmatiques, longues et difficiles à traiter. Un exemple d’une maladie iatrogène est la gastrite ou les ulcères aujourd’hui particulièrement répandues et provoquées par l’utilisation d’anti-inflammatoires.

    Ensuite, devons-nous rejeter un médicament qui ne nous guérit pas ou qui nous rend encore plus malades? Absolument pas. Chaque système de soins a ses limites et ses «défauts» et nous de devons jamais faire pleine confiance à ceux qui proposent une méthode comme la seule valable et sûre, en disant que tout le reste est de la foutaise. Cependant, il est juste (et juste pour tout le monde) de savoir que la santé peut être maintenue avec des caractéristiques différentes de celles que nous sommes habitués à suivre et que la maladie peut être contrôlée et guérie avec des thérapies que la médecine conventionnelle ne met pas à disposition. D’ailleurs, comment peut le pauvre malade naviguer dans le labyrinthe plus complexe encore de méthodes alternatives proposées pour la conquête de son bien-être?

    Voici donc le but de ce volume, ce qui est de présenter et d’enseigner l’utilisation de ces méthodes: l’homéopathie. La raison pour cela, je l’espère, se fera voir au fur et à mesure que le travail procède; l’une des bonnes réponses est que les principes homéopathiques fournissent les besoins de traitement, un traitement préventif, la guérison non pas traumatisante et l’absence de toxicité. Le lecteur est prié de se défaire pour un moment de ses propres préjugés et son scepticisme sacro-saint, pour examiner, à travers les mots d’un «médecin», la validité et la pertinence des médicaments homéopathiques.

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